{"id":795,"date":"2021-01-03T01:13:31","date_gmt":"2021-01-03T00:13:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/?page_id=795"},"modified":"2021-01-05T20:43:12","modified_gmt":"2021-01-05T19:43:12","slug":"gli-autori-delle-stazioni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/gli-autori-delle-stazioni\/","title":{"rendered":"Gli autori delle stazioni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">La qualit\u00e0 dell\u2019intero progetto artistico \u00e8 la sua libera articolazione sia stilistica che formale, all\u2019interno di un carattere complessivo che \u00e8 riuscito, senza nessun patto a priori, n\u00e9 previo accordo tra gli artisti coinvolti, a mantenersi solidale alle intenzioni espresse dal Comitato promotore: farne un percorso di \u201cvita\u201d. La vitalit\u00e0 del percorso creativo si nutre della convinzione di tutti coloro che vi hanno partecipato di esser parte di un tutto, di un\u2019unica via che sale dalla chiesa nuova al luogo di una chiesa che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, una via di cuori semplici e schietti, un percorso impregnato di ricordi e di fatiche, di solidariet\u00e0, di smarrimento e gratitudine.<br><strong> &#8211; Schede<\/strong>: riassunto tratto da &#8220;Un accompagnamento sul cammino della Via Crucis di Stella&#8221; di <strong>Serenella Castri<\/strong> (<em>storica dell&#8217;arte<\/em>)<br>   Dal libro: La Via Crucis di Stella <em>ed. 2011<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center\" style=\"grid-template-columns:21% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"793\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/01-Mazzola_Nuova-793x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-796 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">1<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Sergio Mazzola<br><strong>Ges\u00f9&nbsp; \u00e8 condannato a morte<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">L\u2019interpretazione che ne ha dato <strong>Sergio Mazzola<\/strong> \u00e8 sconcertante, per chiarezza compositiva e pacatezza espressiva. Ormai la folla tumultuante ha urlato. Il braccio di Pilato, si alza verso Ges\u00f9, che emerge dall\u2019ombra di una torre cilindrica, solo ed inerme. Il Suo gesto \u00e8 chiaro: le braccia accennano ad allargarsi, le palme accolgono la sentenza senza replica. La torre dalle molte finestrelle, si apre tuttavia verso la sala giudiziaria, pronta a risucchiare Cristo nel suo spazio di prigionia.<br>Cento lance, all\u2019altezza del viso di Ges\u00f9, lo minacciano. Come in una sacra rappresentazione, le teste vocianti della folla emergono da tre registri sovrapposti alle lance. Sono facce al posto di corpi, maschere deprivate d\u2019anima.<br>L\u2019artista \u00e8 riuscito, con segni e mezzi di estrema compattezza a raggiungerci al cuore. La figura del Signore viene dalla tenebra in cui l\u2019ha rinchiusa il potere e la sua avida natura. Abbiamo la possibilit\u00e0 di accogliere il Signore che viene, bench\u00e9 imprigionato dalle torri spiritualmente vuote, nelle nostre civilt\u00e0 umane. Tutto lo respinge. Linee orizzontali (i registri delle immaginarie gradinate, le due file di lance, il braccio destro di Pilato) e linee a queste ortogonali (i volti che si sporgono, le punte delle lance) lo rigettano laddove egli era emerso per un ultimo tentativo. Il Calvario ha inizio. <\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center\" style=\"grid-template-columns:22% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"812\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/02-Micco-Nuova-812x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-815 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">2<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Aldo Micco<br><strong>Ges\u00f9 \u00e8 caricato della croce<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\"><br><strong>Aldo Micco<\/strong>, anima di questo progetto, che ha messo a disposizione la sua perizia tecnica per trascrivere i bozzetti grafici degli artisti partecipanti al progetto di Stella, in rilievo plastico \u00e8 autore del secondo pannello. Sull\u2019oggetto Croce cos\u00ec elementare e terribile si \u00e8 affissata l\u2019attenzione dell\u2019artista, che ha composto un\u2019immagine in cui la tessitura cromatica, appare come una ricca veste per un messaggio visivo che ci avvince immediatamente. Le dimensioni della croce sono imponenti e la sua posizione si accampa su tutto il piano, spingendo in secondo piano un soldato romano e il suo cavallo. Come annota lo stesso Micco, il braccio orizzontale della croce punta sulla cima del monte fuori Gerusalemme dove i Romani solevano giustiziare i criminali o i nemici. La figura di Ges\u00f9 ci \u00e8 posta in un primo piano ravvicinato, come se noi fossimo parte degli astanti accorsi a seguirne il cammino ed egli ci passasse davanti quasi sfiorandoci con quel bianco ancora immacolato della tunica e con il rosso del manto postovi sopra. Per questo il nostro sguardo lo coglie mentre una luce illumina il suo capo cinto di spine, appena intravedibile al di l\u00e0 della croce. Chi \u00e8, Colui-che-porta-la-croce noi non lo sapremo. A noi, come alla folla curiosa ed eccitata di sangue che quel giorno lo seguiva, interessa solo vivere l\u2019emozione forte di uno spettacolo crudele. Ecco perch\u00e9, forse, non vediamo il volto di Ges\u00f9 e perch\u00e9, invece, quella sua croce risulta ai nostri occhi non solo enorme, ma anche \u201cbella\u201d, nel suo intreccio inestricabile di linee che si avvinghiano una all\u2019altra senza soluzione di continuit\u00e0. L\u2019artista ci suggerisce di vedervi le incrostazioni che hanno finito per soffocare la nostra anima. Riconosciamo degne di attenzione le vie tortuose dell\u2019Io, le complicazioni e inquinamenti del ragionare, le emozioni subdole, violente e abbiamo smarrito la via della spoliazione dall\u2019orgoglio, dal narcisismo, dimentichiamo la necessit\u00e0 di morire a noi stessi in nome della purezza e del coraggio del cuore che si attiene solo alla nuova legge d\u2019Amore.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center\" style=\"grid-template-columns:23% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"785\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/03-Feruglio-finito-785x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-822 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/03-Feruglio-finito-785x1024.jpg 785w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/03-Feruglio-finito-230x300.jpg 230w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/03-Feruglio-finito-768x1002.jpg 768w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/03-Feruglio-finito-1178x1536.jpg 1178w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/03-Feruglio-finito-1570x2048.jpg 1570w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/03-Feruglio-finito-700x913.jpg 700w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/03-Feruglio-finito-307x400.jpg 307w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/03-Feruglio-finito.jpg 1725w\" sizes=\"(max-width: 785px) 100vw, 785px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">3<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Claudio Mario Feruglio<br><strong>Ges\u00f9 cade la prima volta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">La Via Crucis ci d\u00e0 qui una sferzata quasi dolorosa: pare indurci a proseguire questo percorso, a viverlo con responsabilit\u00e0. La Terza Stazione, opera di <strong>Claudio Mario Feruglio<\/strong>, un maestro il cui lungo percorso creativo ha spesso regalato oasi di riflessione contemplativa. Nella sua interpretazione della Prima Caduta di Cristo, lascia invece gli slarghi dei suoi paesaggi spirituali, rivelati da accordi cromatici e dalla propria luce, ragioni stesse dell\u2019evocazione, per richiamarsi a un narrare pi\u00f9 asciutto e drammatico. L\u2019interpretazione del bozzetto da parte di Micco ha reso d\u2019altronde ancora pi\u00f9 incisivo il segno grafico e interpretando con striature plastiche lasciate al grezzo, la figura caduta di Ges\u00f9. Il Suo volto affilato \u00e8 segnato da un colore livido, mentre un rivolo di sangue fiotta dalla fronte e scende lungo la figura, ripido e spezzato. Un soldato, in piedi alle spalle della figura di Cristo, sta sollevando la croce dal suo braccio corto, mentre un uomo dalla veste corta, compie il medesimo gesto in secondo piano, con il braccio lungo. Accorsi a liberare Ges\u00f9 dal peso di quel legno, non ne sono soccorritori, ma semplicemente esecutori di un gesto che implica nuova sofferenza, nuovi passi in salita verso il calvario. Essi liberano il Signore soltanto perch\u00e9 Egli consumi la Sua condanna. Nella solitudine di questo momento Feruglio ci mostra il Suo volto contratto dalla sofferenza, lo sguardo sbarrato e ci chiede di risvegliarci alla condivisione, alla responsabilit\u00e0 l\u2019uno verso l\u2019altro. Ci ricorda la meccanicit\u00e0 di milioni di gesti, scelte, assensi passivi che nella loro neutralit\u00e0 nascondono complicit\u00e0 e la scelta infernale dell\u2019indifferenza e della connivenza. Il segno rosso che scende e si perde sulla Sua figura ci richiama come un grido del sangue che muore in silenzio, diventa impronta dei fratelli e sorelle lasciati morire o soffrire senza soccorso. Al Suo richiamo accorriamo, riscopriamo i doni della misericordia e della condivisione.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:24% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"756\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/04-Paladin_nuova-756x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-823 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">4<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Bruno Paladin<br><strong>Ges\u00f9 incontra sua madre<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">S narra l\u2019incontro di Ges\u00f9 con Sua Madre. Autore <strong>\u00e8 Bruno Paladin,<\/strong> noto artista istriano, dal talento e dal percorso poliedrico tanto quanto tecnicamente multiforme. \u00c9 forse sorprendente trovare in questa interpretazione della stazione un segno sintetico, dai contorni forti e neri, campiture cromatiche piene &#8211; giocate sull\u2019ocra, il nero luttuoso per Maria, il bianco accecante del Ges\u00f9\/Luce del mondo &#8211; e sagome didascalicamente ridotte alla loro essenza comunicativa primaria. Tale immagine ricorda, si potrebbe dire, i dipinti dei Nabis, quando a Pont-Aven erano guidati da \u00c9mile Bernard. L\u2019artista, insomma, appare essersi spogliato del suo stile personale, per indossare panni comunicativi pi\u00f9 umili e diretti, lontani dalle serie di composizioni degli ultimi anni, che si dipanano su grumi o orditi di lettere di varia provenienza, scoordinate persino tra di loro e alienate dai loro contesti originari, frammenti di testi e pensieri di una civilt\u00e0 disorientata, incapace di ascolto, oberata da eccesso di comunicazione. In esse \u00e8 l\u2019amalgama formale che l\u2019artista imprime a renderci partecipi della volont\u00e0 di riportarle ad un difficile dialogo con se stesse. Nella formella per Stella, Paladin ci conduce invece a rievocare in noi, nell\u2019estrema simbolica semplicit\u00e0 della figurazione, lo struggimento toccante e intriso di silente tenerezza di Maria, che riesce per un attimo a farsi largo tra la folla, in ogni caso avida, oggi come ieri, di spettacoli degradanti, e a incontrare cos\u00ec lo sguardo del Figlio. E questo gesto fa sparire tutto attorno a entrambi; e questo guardarsi reciproco \u00e8 dialogo d\u2019anime, commiato terreno. Perfino la croce si trasforma in qualcosa di leggero, poich\u00e9 il Figlio se ne sta dritto, intoccato dal dolore fisico. Rimane soltanto il centurione, all\u2019estrema destra, a ricordarci del Calvario.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:25% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"770\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/05-Crivellari_nuova-770x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-828 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">5<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Antonio Crivellari<br><strong>Ges\u00f9 \u00e8 aiutato da Simone di Cirene<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">La Quinta Stazione narra di come a Simone di Cirene venga imposto di aiutare Ges\u00f9 a sostenere la croce sul tragitto verso il Golgota. L\u2019interpretazione di <strong>Antonio Crivellari<\/strong> si iscrive con coerenza stilistica all\u2019interno della cifra espressiva che l\u2019artista sta sondando da parecchi anni e che lo ha portato ad indagare la forma in quanto intrisa, grondante parole. Le parole, prese da ogni lingua, o evocate come lettere, si inseriscono in forme (spesso) geometriche e strutturate con ragionata fermezza dall\u2019artista in funzione evocativa, che costruisce cos\u00ec i suoi mandala solidi come architetture arcaiche, in cui le parole, i significati a volte ne sono epidermide metaforica, a volte refoli o potenti slanci poetici, a volte diagrammi simbolici, conduttori di messaggi segnici e semantici insieme. La sua interpretazione di questo quinto episodio \u00e8 stata affrontata partendo da una sorta di portico dal quale l\u2019osservatore riesce a bloccare l\u2019istantanea di questo episodio della Passione. Con forme morbide, che avvolgono le due figure protagoniste divise dal braccio lungo della croce, e marcate da colori di chiara valenza simbolica. Simone ha il colore terra del sentiero del Calvario, quindi anche quello di questa Via Crucis. Attorno alle due sagome brilla un azzurro acceso, in cui le lettere chiariscono la stazione come quinta della Via Crucis. Con pulizia, Crivellari ripete, a m\u00f2 di litania \u201cbloccata\u201d in una ripetizione il nome di \u201cIesus Christus\u201d e del \u201cCireneo\u201d sui due personaggi, cos\u00ec come l\u2019acronimo \u201cInri\u201d si rincorre lungo tutta la croce. Rimaniamo affissi all\u2019immagine che ripete per noi parole: esse ci entrano dentro; tanto quanto il dramma attraverso di esse si propaga, e ci raggiunge in modo da darci una rinnovata possibilit\u00e0 di intervenire, ci permette di astenerci, e andare a sollevare chi \u00e8 caduto, incamminandoci con lui verso la salvezza.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:25% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"782\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/06-DeCampo_finito-782x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-829 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\">6<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Pietro De Campo<br><strong>La Veronica asciuga il volto a Ges\u00f9<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">Creazione personale del maestro <strong>Pietro De Campo<\/strong> che l\u2019ha definita scavando con le proprie dita la materia plastica, affidata poi alle cure di Micco. Ne \u00e8 sortita una composizione essenziale per una Via Crucis da lui stesso realizzata nel 2009, ma qui resa assolutamente tattile in virt\u00f9 di quei suoi solchi (di dolore) dai bordi sbrecciati e raffermi. \u00c9 un\u2019immagine fortemente mossa e chiaroscurata, in cui tutto sembra palpitare, fino a produrre sommovimenti \u2018tellurici\u2019, che aggrumano le emozioni. La croce sta come cadendo dall\u2019angolo di destra su un Cristo devastato nel viso cinto dall\u2019aureola, la cui veste compie moti come gemiti. La Veronica \u00e8 invece avvolta nella sua veste, come se da queste forme avvolgenti potesse venire un ristoro alla materia sconvolta dall\u2019artista. Tra i due personaggi ecco stendersi il panno che Ges\u00f9 ha gi\u00e0 preso per potersi asciugare il volto.&nbsp; \u00c9, ci sembra, l\u2019unico \u201cslargo\u201d quasi quieto del rilievo. La piet\u00e0 e la valenza inestimabile del sostegno reciproco e fraterno, tornano come fulcri meditativi della Stazione, e l\u2019appello \u00e8 raccolto per noi da una donna coraggiosa che ha saputo andare oltre i dettati della presunta giustizia umana, non combattendoli, ma umanissimamente accudendo, intervenendo tra le lacrime per asciugare quelle di Cristo. Cos\u00ec, tante donne sono Veroniche che continuano a curare parenti e sconosciuti, asciugano lacrime, vegliano caduti, sfidano le misere leggi create dai potenti della terra, facendosi custodi della fratellanza. Il loro vessillo \u00e8 anche quel velo immacolato, che invece del volto torturato di un uomo, reca impresso, per contrappasso della Grazia, quello imperturbato del Signore, la cui legge d\u2019Amore ha reso ogni altra legge foriera d\u2019ingiustizia e violenza.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:25% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"773\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/07-Austriaco-finito-773x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-832 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">7<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Gernot Schmerlaib<br><strong>Ges\u00f9 cade la seconda volta<\/strong><br><br><strong>Gernot Schmerlaib<\/strong>, pittore carinziano, presente a tutti gli importanti eventi culturali collegati ai progetti Alpe-Adria (in questo similmente ad altri colleghi contattati da Zanussi per la Via Crucis di Stella), sulla Seconda caduta di Ges\u00f9 con una verve segnica applicata a masse di colore rosso vivo accorpato dal bianco della biacca, attorniate da un fondo che dal violaceo del bozzetto si \u00e8 fatto blu\/violetto nell\u2019immagine finale. Pare di veder riecheggiate qui, pi\u00f9 che procedure e modalit\u00e0 dell\u2019espressionismo americano \u2013 del movimento, a cui egli, si ispira -, un fare tenuto a freno dall\u2019esigenza narrativa della Via Crucis di Stella e dal desiderio di dare comunque testimonianza di una figura cristica a cui va la totale attenzione dell\u2019artista. Ges\u00f9 \u00e8 pensato precipitare a testa in gi\u00f9 con un roveto di spine sanguinanti sul capo che sta per toccare terra, mentre le braccia si allargano e il corpo pare volare nell\u2019aria, in un marasma di rosso e bianco attraversato da linee blu, che finiscono per scomporla in brandelli. La libert\u00e0 compositiva, timbrica e astratta di Schmerlaib, viene chiamata ad un compito forse gravoso per chi ha scelto di confrontarsi con la vertigine spirituale dell\u2019astrazione, ma \u00e8 risolta con una concentrazione formale capace di entrare dentro la storia di quest\u2019Uomo, caracollando in Lui e con Lui, fino a contrarre con violenza la stessa sostanza materica di cui ci si \u00e8 voluti servire. E questo ci dice molto sull\u2019artista che ama ricominciare sempre da zero per ogni nuova tela e che stupisce per il suo coraggioso rimettere in gioco \u201ctutto\u201d. Votato a una specie di corpo a corpo con la sua sete espressiva e con il divenire della vita, al quale sente di doversi arrendere, egli non teme i possibili momenti di caos, n\u00e9 le condizioni estreme alle quali far sottostare il suo stesso talento. \u00c9 per questo che la sua formella pu\u00f2 restringersi o dilatarsi al nostro sentire interiore: l\u2019immagine \u00e8, infatti, lasciata libera di coinvolgersi nel suo stesso sillabare la Caduta, grazie all\u2019oscillare tra astrazione e evocazione figurativa.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:25% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"789\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/08-DIno_finito-789x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-836 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">8<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Dino Durigatto<br><strong>Ges\u00f9 Incontra le Donne Gerusalemme<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">L\u2019opera di <strong>Dino Durigatto,<\/strong> a cui questo progetto per Stella deve molto, essendone stato una delle anime portanti. Ci accompagna verso un episodio poco sondato dalle riflessioni dei teologi, e in ombra rispetto alle altre stazioni. Molto originale \u00e8 l\u2019interpretazione che ne d\u00e0 questo artista di finissima intelligenza, instancabile indagatore delle griglie filosofiche e delle credenze che condizionano, manipolano o elevano le societ\u00e0 degli uomini. La sua convinzione che solo la Conoscenza possa sollevare l\u2019umanit\u00e0 dalle spirali della violenza, centro vivo dell\u2019esistenza, lo ha portato a ricamare di simboli, formule alchemiche, richiami esoterici alla sua composizione, che pur si offre al viandante della Via Crucis ricca di colori (scelta, condivisa insieme a Micco) e chiara nella narrazione. A sinistra, il corpo semisvestito di Ges\u00f9 si staglia in un primo piano all\u2019indirizzo delle donne che lo fronteggia sulla destra. In prima fila sorprende una donna riccamente abbigliata e portatrice di arcani significati; una giovane madre; una vedova; una devota avvolta in drappeggi, un agnello con il vessillo accucciato vicino ad un giglio. Oltre si apre uno slargo dove un giovane albero sta bruciando: \u00e8 la raffigurazione del rimprovero che Ges\u00f9 rivolge alle donne piangenti che lo seguivano sulla via, chiamandole a risvegliarsi, a comprendere la loro parte di responsabilit\u00e0 nell\u2019educare gli inconsapevoli. Il giovane albero \u00e8 solitario, al centro della piazza antistante le mura di una citt\u00e0 oltre la quale si distendono catene di monti e un cielo blu abitato da misteriosi segni. La legna di un virgulto non \u00e8 adatta a far buon fuoco. \u00c9 un\u2019azione sconsiderata. Con quanta superficialit\u00e0 queste madri abbandonano i figli al vuoto delle piazze, ai media, al subdolo potere manipolatorio? Le porte della citt\u00e0 sono sorvegliate da guardie. Chiss\u00e0 se tale citt\u00e0 \u00e8 ricetto di conoscenza vera, quella che sana le ferite e affratella. Formule di scienze perdute o (ancora) incomprensibili ai pi\u00f9 tappezzano il lato esterno delle mura, quasi manifesti delle fucine del sapere che vengono tenute sempre accese e la fanno apparire sicura. Tuttavia, essa appare come una roccaforte del sapere pi\u00f9 alto, chiusa in se stessa, diffidente e armata contro chi volesse entrare senza invito. Il cammino di Cristo la lascia sullo sfondo di un percorso ancora lontano da esser compiuto dalle coscienze umane. Mentre l\u2019albero che brucia, si fa metafora della cecit\u00e0 che sacrifica alla pigrizia spirituale e morale la fresca, nuova, giovane novella del Signore venuto sulla terra per annunciarcela.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:26% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"782\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/09-STAZIONE-BN-782x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-839 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">9<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Cesco Magnolato<br><strong>Ges\u00f9 cade per la Terza volta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\"><strong>Cesco Magnolato<\/strong>, uno dei pi\u00f9 grandi maestri veneti, ha raccolto il tema della Nona Stazione e lo ha svolto personalmente fino alla realizzazione in ceramica. Ancora possiamo sorprenderci per la sua interpretazione, lontana (per esser figurativa, per non potersi e volersi appoggiare ai raffinati, conflittuali scambi cromatici) dalle sue creazioni recenti, ma coerente alla storia del suo percorso creativo. L\u2019immagine \u00e8 di grande impatto, e parla da sola. Il Cristo \u00e8 raffigurato in primissimo piano mentre cade per la terza volta su una piattaforma che fa anche da confine tra l\u2019osservatore e l\u2019immagine sacra, stremato sotto il peso di una croce immane, che Simone di Cirene pare volere sollevare dietro di Lui. Il rilievo \u00e8 stato lasciato al grezzo, con un colore biancastro che contribuisce ad intensificare la composizione, impostata su schemi angolari e sul precipitare in diagonale sul Cristo,&nbsp; di una moltitudine di uomini e donne, che appaiono caracollare verso di Lui. Le croci, quelle che rifiutiamo di portare, ecco che si abbattono su di Lui e Cristo cade a causa nostra, incapaci di assumerci le responsabilit\u00e0, incapaci di fare a meno di un capro espiatorio, incapaci di amare incondizionatamente, con coraggio, con leggerezza. L\u2019immagine \u00e8 drammatica, il tumulto assordante: scorgiamo la Madre, i soldati e gli sgherri che arrancano portando strumenti, scale per dar poi luogo alla crocifissione. Intuiamo il popolo e le sue voci, scherno, livore, angoscia. La spirale dell\u2019umanit\u00e0, bloccata dal legno possente della croce, lascia solo Ges\u00f9, dimensionalmente pi\u00f9 grande del resto delle figurazioni, accasciato di fronte a noi. Fino a quando costringeremo Dio a morire per noi, al nostro posto? Eppure Egli lo ha insegnato: se non moriamo a noi stessi e ai nostri egoismi, non saremo nella pace e non creeremo la Nuova Terra. Dobbiamo ringraziare il Maestro per aver accettato di far parte del Cammino di Vita per Stella, e di averlo condiviso con gli altri, trovando nel suo vasto bagaglio di esperienze gli accenti migliori per inserirsi in questo progetto senza prevaricarlo con l\u2019irrompervi della sua personalit\u00e0.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:27% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"781\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/10-Vidoni_news-781x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-845 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">10<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Carlo Vidoni<br><strong>Ges\u00f9 \u00e8 Spogliato delle Vesti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">Ho avuto, come in altri felici casi, la fortuna di assistere alla genesi dell\u2019opera di <strong>Carlo Vidoni<\/strong>, che ha da solo trasformato in opera plastica il proprio bozzetto pittorico. Il rovello dell\u2019autore parlava del suo serio coinvolgimento in questo progetto, e del suo intimo mettersi in gioco a confronto con il tema che gli era stato assegnato: la Decima Stazione. Da tempo Vidoni non crea pi\u00f9 servendosi del \u2018semplice\u2019 mezzo pittorico, ma si \u00e8 indirizzato a interventi multimediale, a installazioni e rielaborazioni libere da convenzioni e di materiali fotografici. La rielaborazione del bozzetto ha ulteriormente affinato la tavola dandogli pi\u00f9 drammaticit\u00e0 e incisivit\u00e0 e lo ha arricchito di una squillante veste cromatica, da leggersi in funzione espressionista. Ci accostiamo cos\u00ec alla disputa sulla tunica della quale Ges\u00f9 fu spogliato per esser crocifisso. Un episodio aberrante, che artisti di tutti i tempi hanno accolto nelle loro scene di Crocifissione, sul lato destro in basso, e che dava modo di ritrarre volti deformati dalla cieca brutalit\u00e0. Vidoni ha scelto una sua interpretazione, invece, che si affissa non sul giocarsi ai dadi la veste da parte di tre soldati, ma invece sul momento umiliante del definitivo \u201cspogliamento\u201d di Ges\u00f9 da tutto. \u00c9 l\u2019ultimo passo prima di incontrare la morte. Il suo corpo \u00e8 atletico nella parte inferiore e invece nel torso, debilitato dai patimenti, ridotto all\u2019osso, segnato dai flagelli e percosse. La testa mostra la corona di spine conficcata a forza, il volto \u00e8 una maschera di dolore. Di fronte a lui due alti manichini disossati, due soldati senza connotazioni storiche precise gesticolano meccanici e senz\u2019anima, tenendo la Sua tunica ad agitarsi in mezzo alla composizione. Ci sembra di rivedere una foto reportage da una qualche zolla del nostro pianeta dove sia in corso un conflitto armato e dove, oggi come ieri, vengono costantemente violati i pi\u00f9 elementari diritti umani. Umiliati, torturati, privati della possibilit\u00e0 di difendersi: nel Ges\u00f9 di Vidoni ritroviamo, ogni singolo uomo offeso e disprezzato dai suoi fratelli.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:27% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"821\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/11-Zanussi-_OK--821x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-846 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">11<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Toni Zanussi<br><strong>Ges\u00f9 \u00e8 inchiodato in Croce<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">Tutti noi conosciamo la ricca produzione di <strong>Toni Zanussi<\/strong>, il suo impegno decennale per un\u2019arte che sia testimonianza della volont\u00e0 di pace e di fratellanza, che sia slancio verso l\u2019incontro con il vivente e tuttavia chiara di morfologie e mondi che attorno al nostro piccolo pianeta ci dicono di dimensioni possibili, pi\u00f9 aeree, libere. Anche nell\u2019Undicesima Stazione il suo segno inconfondibile \u00e8 messo al servizio di un\u2019iconografia sacra riplasmata in modo da poter offrire a coloro che vorranno immergersi nel cammino spirituale di Stella un alito di speranza, oltre che una meditazione sulla Crocifissione. Ges\u00f9 \u00e8 infatti appeso per le braccia all\u2019asse orizzontale della croce, che per\u00f2 ha perso quello verticale e adesso si libra nell\u2019universo. Il suo corpo \u00e8 martoriato, la corona pesa e preme sul capo, il panno bianco sostenuto sulla spalla sinistra svolazza nell\u2019etere blu acceso. La croce non \u00e8 pi\u00f9, dunque, piantata sul dosso del Golgota. Non \u00e8, questo sacrificio, un piccolo, orribile fatto terrestre. Esso si propaga al cosmo intero, si proietta al di l\u00e0 della Terra, dilaga e si imprime a tutto il creato. Un pianeta si fa strada o scompare sul lato sinistro della formella e uno degli uccelli\/astronavi zanussiani dai colori rossi volteggia all\u2019angolo opposto e che nella tenacia del volo indica la capacit\u00e0 di impennarsi e salire pi\u00f9 in alto, sino alla vertigine che prende la storia quando \u00e8 un Dio a raccoglierla, patirla, viverne l\u2019agonia, morirne, trapassarla, come fa questo corpo del Ges\u00f9 in croce. Non \u00e8 un sogno, \u00e8 una speranza vivida e ferma, come il monte di Stella, dove Toni Zanussi ha casa, atelier e dove d\u00e0 ricetto a colleghi e uomini di buona volont\u00e0 d\u2019ogni genere e talento. Il suo ruolo nel progetto per Stella \u00e8 stato fondamentale per chiamare a raccolta gli artisti, per far s\u00ec che essi si riconoscessero nel medesimo intento e che provenissero dal territorio dell\u2019Alpe-Adria, che \u00e8 cifra di riconoscimento storico di luoghi come il tarcentino.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:27% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"813\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/12-Floreancid_def-813x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-847 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">12<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Giordano Floreancig<br><strong>Ges\u00f9 muore per noi sulla croce<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\"><strong> Giordano Floreancig<\/strong> ha portata dentro il proprio mondo espressivo la dodicesima Stazione. Ges\u00f9 muore e nulla pu\u00f2 rimanere come prima. La formella \u00e8 vuota di tutto, se non di una testa, la Sua, e lascia emergere soltanto l\u2019agghiacciata bicromia tra un bianco ingrigito e un nero pece. Il volto di un Christus dolorosus \u00e8 degno delle pi\u00f9 raccapriccianti iconografie del gotico germanico. \u00c9 il volto di un uomo che ha attraversato tutto il dolore fisico e psichico. Il sangue cola dai capelli e dalla barba, gli occhi non hanno pi\u00f9 sguardo, e la bocca \u00e8 spalancata in un ultimo orribile urlo insopportabile. I solchi che feriscono il materiale plastico e ne definiscono le fattezze deformate di Ges\u00f9 sono fitti, sottili, ripieni di nero. I denti messi in evidenza e distanziati tra di loro, parlano di ossa, di primitiva sostanza di un corpo, di processi ancora una volta fisici, brutalmente meccanici, nella costituzione di un corpo vivente e nella sua consunzione una volta morto. L\u2019artista ha voluto raccogliere la morte del Dio nel suo momento pi\u00f9 umano, quando la sostanza divina abbandona il corpo e l\u2019abbandona al suo essere nuda materia inorridita dall\u2019esperienza della morte. Non v\u2019\u00e8 riscatto qui, come nella maggior parte dei dipinti di Floreancig, che dicono l\u2019umano nella sua solitudine (o vitalit\u00e0) esistenziale e spesso nell\u2019indifferenza degli altri. La Stazione ci ricorda che la materia, senza il soffio dello Spirito, \u00e8 abbandonata a se stessa e perde la sua dignit\u00e0. L\u2019uomo, senza la consapevolezza del divino custodito in un qualche recesso di s\u00e9, diventa soltanto carne urlante, sottoposta alla cecit\u00e0 e alla violenza della \u201cgiustizia\u201d degli uomini. Ma per alcuni attimi eterni Ges\u00f9 prov\u00f2 su di s\u00e9 questo assoluto umano, ed ecco qui la valenza meditativa pi\u00f9 importante di questa formella.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:27% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"796\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/13-Tanja_nuova-796x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-848 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">13<sup>a<\/sup> <strong>s<\/strong>tazione &#8211; Gea Tanja Rusjan<strong><br>Ges\u00f9 \u00e8 deposto dalla croce&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">Dalla Slovenia \u00e8 giunta la ceramista e pittrice <strong>Gea Tanja Rusjan<\/strong>, che ha interpretato la Tredicesima Stazione. Il tema della Deposizione dalla croce si presta, pi\u00f9 di altri, a svariate interpretazioni, ma di certo Rusjan lo ha ridotto alle poche \u201crighe\u201d, quelle non scritte nei Vangeli ma fondanti (come testimoniano  le meditazioni \u2018francescane\u2019 di Jacopone da Todi) delle Laudi pasquali e delle Sacre rappresentazioni dal XIII in poi, che si soffermano sul dolore della Madre Maria, che riceve il corpo del Figlio e piange accorata, come una qualsiasi madre terrena, la morte ingiusta del frutto del proprio ventre. Il tema iconografico del Vesperbild viene completamente sussunto entro l\u2019attuale mondo di forme e emozioni di questa artista, tant\u2019\u00e8 che ella ha eseguito la formella in completa indipendenza, senza esser coadiuvata da Micco, forte del suo \u2018mestiere\u2019 perfettamente padroneggiato. La cifra stilistica di Rusjan \u00e8 stilizzante, asciutta, dedita alla perfezione del dettaglio, mentre il suo tema prediletto sono figure femminili. Le forme in cui le sue creature si manifestano sono chiuse in se stesse, create attraverso linee avvolgenti, continue, memori (soprattutto) della grafica floreale cos\u00ec come delle sperimentazioni picassiane del periodo provenzale e oltre. La bidimensionalit\u00e0 viene accentuata nella formella per Stella dalla scelta cromatica, che immerge gli incarnati di una giovanissima Madre dai folti capelli svolazzanti e del Figlio &#8211; accennato da un profilo come irrigidito dalla morte &#8211; in un campo cilestrino che tocca poi le gamme del blu tutt\u2019attorno. In quest\u2019atmosfera i segni potrebbero impennarsi verso dimensioni interiori, suggerirci un pendio di terra, coperto da una coltre di neve ingentilita dalla luce di una luna serotina, dal quale egli prende vita e vigore. Ogni inverno \u00e8 una tappa ciclica nella quale la vita si esprime, la morte soltanto un passaggio e il pegno della vita che si \u00e8 data fino a consumarsi e che rinascer\u00e0 alle prime luci della primavera. Il blu allude spesso, nella simbologia cristiana, alla Sapienza divina ed al manto della Vergine. Il tema della Piet\u00e0 \u00e8 qui reinterpretato fino a dissolverlo: anche la morte \u00e8 solo un passaggio a pi\u00f9 evolute dimensioni dell\u2019essere.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:27% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"753\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/14-Milan_finale-753x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-849 size-full\"\/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">14<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Roberto Milan<br><strong>Ges\u00f9 viene posto nel Sepolcro&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">Con la Quattordicesima Stazione la Via Crucis si conclude. I pochi che hanno avuto il coraggio di esporsi alla folla e farsi riconoscere come seguaci di Cristo, le Marie (qui ridotte a tre) e Giovanni (non presente), sono stati raggiunti da Giuseppe d\u2019Arimatea e Nicodemo. Con amorevolezza, cura e singhiozzi celati il corpo gi\u00e0 irrigidito di Ges\u00f9 viene posto sul coperchio del sarcofago. L\u2019autore della formella, <strong>Roberto Milan<\/strong>, che da sempre intaglia il legno, essendo figlio di artigiani. Naturale per lui frequentare, come primo passo formativo, le lezioni \u201cd\u2019avanguardia\u201d, nel Friuli degli anni Settanta, Dino Basaldella. Il passaggio del suo stile d\u2019intaglio alla qualit\u00e0 plastica della formella di terracotta hanno inasprito un po\u2019 gli andamenti delle superfici del rilievo che proseguono per marcate acciaccature nelle vesti e secchezze espressioniste nel corpo di Ges\u00f9, lasciandone intatto l\u2019equilibrio del modello che non vuole colore. La composizione di Milan ha come impresse nella memoria celebri figure della storia dell\u2019arte moderna (cio\u00e8 da fine Quattrocento in poi) e pare trarre da queste alcune suggestioni che d\u2019altronde sono assorbite dalla parlata esplicitamente \u201cpovera\u201d e piana del rilievo, che mi pare si \u00e0ncori alle scelte di stile scaturite da movimenti di ritorno ai \u201cprimitivi\u201d o come Valori Plastici o ancora ai modelli di artisti intagliatori dell\u2019arco alpino orientale. Nella scena di Deposizione il pianto si dipana attraverso i gesti dei dolenti e diventa, grazie alla naturalezza della composizione, emozione corale. Ci accosta, tramite questi suoi toni narrativi e sommessi, agli ultimi, possibili gesti dei vivi verso chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, ci invita a raccoglierci attorno a quel sepolcro, a prenderci cura di quel corpo martoriato, a sublimare le lacrime in unguento profumato, a compensare la freddezza del sepolcro con le ultime carezze, a sfidare il buio della tomba con il biancore del sudario di lino.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">La gente di Stella ha voluto suggellare con la risoluzione salvifica donataci dal Padre Nostro tramite la resurrezione del proprio Figlio. Evento senza il quale tutta quest\u2019ascesa, questo percorso interiore, avrebbe i connotati di un agire quasi masochistico. Il terremoto, nelle frazioni di Stella, ha significato la distruzione delle case, degli equilibri geologici e sociali. Da questa esperienza Stella ha tratto, tuttavia, come il Friuli intero, ragioni di autoconsapevolezza; l\u2019esercizio di tenace speranza; ha esperito la nascita ed espansione nei cuori di onde di viva gratitudine e solidariet\u00e0 con chi accorse per aiutare la ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:27% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"652\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/15-Rsurez-finale-652x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-850 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/15-Rsurez-finale-652x1024.jpg 652w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/15-Rsurez-finale-191x300.jpg 191w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/15-Rsurez-finale-768x1205.jpg 768w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/15-Rsurez-finale-979x1536.jpg 979w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/15-Rsurez-finale-1305x2048.jpg 1305w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/15-Rsurez-finale-700x1099.jpg 700w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/15-Rsurez-finale-2000x3139.jpg 2000w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/15-Rsurez-finale-255x400.jpg 255w, https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/15-Rsurez-finale-scaled.jpg 1631w\" sizes=\"(max-width: 652px) 100vw, 652px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\">15<sup>a<\/sup> stazione &#8211; Engelbert Demetz<br><strong>La Risurrezione di Ges\u00f9<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">L\u2019intervento di <strong>Engelbert Demetz<\/strong> \u00e8 pertanto parte della storia di Stella. Il suo pannello in legno intagliato si erge come un\u2019ancona sul luogo ove v\u2019era un tempo l\u2019altare della vecchia chiesa. \u00c9 un segno per la propria piccola storia che non vuole essere dimenticata. Lo stile di Demetz \u00e8 noto da decenni di esercizio dell\u2019arte dell\u2019intaglio, appreso nella nativa Val Gardena. La sua dedizione a temi di arte sacra lo hanno reso capace di esprimersi con sapienza compositiva, ma anche con un corredo figurale essenziale e semplice. Cristo liberato dalle catene della carne, vestito con una lunga tunica, alza le braccia al Cielo ed \u00e8 sollevato anche da tre angioli. Essi cooperano a spingerlo nella vertigine dell\u2019assoluto, che gi\u00e0 sfolgora nell\u2019aureola dorata e nelle fasce raggiate che si allargano tutt\u2019intorno. \u00c9 questa un\u2019iconografia molto personale del Risorto, che gli artisti di tutti i tempi raffigurarono invece quasi sempre nudo, cinto soltanto di un panno, additante al cielo, spesso portatore del vessillo simboleggiante la vittoria sulla morte.&nbsp; Nell\u2019opera di Demetz, Ges\u00f9 si \u00e8 liberato da simboli, da pose forse troppo dimostrative e dal gusto proprio dei secoli dell\u2019arte che imponeva di celebrare il corpo atletico e proporzionato del Signore. Il Ges\u00f9 di Demetz non si rivolge a noi, perch\u00e9 dopo tanto patire il Suo unico desiderio \u00e8 quello di ricongiungersi a Dio. Egli, tuttavia, ci indica implicitamente la Via. Ormai puro spirito, con la tunica giocata ai dadi sotto la croce che \u00e8 divenuta abito di luce, ci dice che lo slancio verso l\u2019unione con il Padre diventa tutto ci\u00f2 che conta per l\u2019Essenza. Cristo non deve pi\u00f9 dimostrare nulla, n\u00e9 additare agli uomini la vera Vita, n\u00e9 proclamarsi vincitore su un\u2019entit\u00e0, la morte, che non ha nessuna consistenza sui piani spirituali e all\u2019interno della legge dell\u2019Amore.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">Di fronte a quest\u2019ancona, possiamo provare anche noi a disciogliere i lacci mentali che imprigionano il sentire in paure inutili. Le nostre anime accorrono al richiamo divino, trascinate dall\u2019amore e dalla Guida sicura. Alziamo le braccia con la spontaneit\u00e0 di chi sente di essere stato salvato, di chi ha rintracciato, seguendo il sentiero di Stella, la strada verso la patria celeste, e di chi ha compreso quanto le nostre anime siano sorelle una all\u2019altra: sostenute dai nostri Custodi, verranno tutte accolte dalle gerarchie angeliche che declinano le qualit\u00e0 dell\u2019Eterno nei linguaggi della gioia, della pace e della pienezza. Laddove tutto \u00e8 uno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La qualit\u00e0 dell\u2019intero progetto artistico \u00e8 la sua libera articolazione sia stilistica che formale, all\u2019interno di un carattere complessivo che \u00e8 riuscito, senza nessun patto a priori, n\u00e9 previo accordo tra gli artisti coinvolti, a mantenersi solidale alle intenzioni espresse dal Comitato promotore: farne un percorso di \u201cvita\u201d. La vitalit\u00e0 del percorso creativo si nutre &hellip; <a href=\"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/gli-autori-delle-stazioni\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Gli autori delle stazioni<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":885,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"templates\/portfolio-page.php","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/795"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=795"}],"version-history":[{"count":22,"href":"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/795\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":950,"href":"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/795\/revisions\/950"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/885"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.viacrucisdistella.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}