Stella Attiva!

Stella in Agosto

di Dino Durigatto

Solo l’oblio del non sapere porta l’uomo a essere schiavo
dell’apparenza, figlia dell’invidia che conduce alla barbarie

Presi, integrati dai processi di standardizzazione, ogni giorno lo consumiamo a rincorrere clichè imposti verso i quali la società non ha ancora trovato strumenti alternativi validi per rendere migliore la vita al tempo di una crisi economica che logora i più elementari diritti, portando le persone a una condizione lavorativa ricattatoria e senza prospettive per i giovani. Al fine è la dignità delle persone ad essere calpestata, soggiogata dalla legge di un profitto camuffato da sviluppo.

Non siamo nati per vivere così. Tutti devono vedersi riconoscere la propria dignità. E’ questo ciò che ci è stato insegnato. Ciò in cui crediamo.

Durante questo lungo “nulla oscuro” dobbiamo agire, per impedire che ci spingano gli uni contro gli altri e contro chi si oppone  a  una distribuzione della ricchezza più equa.

Agiamo partendo da ciò che siamo, dalla semplice ricchezza dataci dal territorio, dalla sua conformazione, dalla sua natura, dalla sua storia fatta dalle genti, i nostri avi – anche i più recenti – che questa terra, questo panorama hanno forgiato per poter anche duramente, viverci. Ieri come oggi, tra partenze e ritorni, viverci.

Osserviamo il panorama fin dove gli occhi riescano a distinguere il filo dell’orizzonte e poniamoci come colui – che giunto da altrove – vuole sapere dove si trova.

Furono i nostri nonni a raccontarci come i loro progenitori avessero dato un nome a tutte le cose che l’occhio vedeva, a tutte le cose che usavano, che costruivano e per questo le trattavano con rispetto perché dovevano durare ancora. Attorno a noi ogni cosa ha un nome, ogni pianta, ogni prato e colle e, più lontano alla fine dello sguardo, ogni picco di montagna con le sue valli e i suoi fiumi. Così in ogni luogo, dove c’è popolo tutto ha un nome. Conoscerlo da identità, fa proprio il panorama quotidiano perché solo lui resta e ha un valore superiore ai modelli che si susseguono.

Le sere d’Agosto a Stella

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